

183. La dissoluzione dell'Unione Sovietica e l'uscita di scena di
Gorbacv.

Da: E. Scalfari, Quell'uomo con la fragola sulla fronte, in la
Repubblica, 27 dicembre 1991.

La dissoluzione dell'URSS, decretata ufficialmente nel dicembre
del 1991,  sicuramente uno degli eventi pi rilevanti della
storia contemporanea. Essa segna la scomparsa non solo di uno
degli stati protagonisti di oltre settanta anni di storia, ma
anche la fine di equilibri internazionali durati quasi mezzo
secolo. La ricostruzione storiografica di tutte le vicende 
ancora complessa, ma sono possibili alcune riflessioni sul loro
significato politico, come quelle di Eugenio Scalfari, uno dei pi
noti giornalisti italiani, fondatore del quotidiano la
Repubblica, che si sofferma in particolare sulla figura e sul
ruolo di Michail Sergeevic Gorbacv.


L'ammaina-bandiera al Cremlino la sera di Natale non pare abbia
suscitato intense commozioni n a Mosca n tra le popolazioni che
abitano gli immensi territori dell'ex Impero d'Oriente. Per quanto
se ne  potuto sapere attraverso le informazioni che arrivano
ormai in tempo reale da tutti i punti del pianeta, anche nel resto
del mondo l'avvenimento non ha suscitato altro che un'attenzione
distratta e fuggevole, come pu avere un fatto scontato o
addirittura gi avvenuto, il funerale posticipato di qualcuno il
cui corpo sia stato sepolto gi da molti mesi. .
Chi del resto avrebbe potuto piangere o semplicemente rattristarsi
per la scomparsa della bandiera rossa dal pennone dell'antica
fortezza degli zar? Essa rappresentava ormai, agli occhi dei
cittadini della Russia e delle altre Repubbliche indipendenti
dell'ex Unione Sovietica, il simbolo di un'immensa, decrepita,
oppressiva burocrazia, che aveva fatto vivere nella paura
centinaia di milioni di persone in Urss e fuori dell'Urss; che
aveva utilizzato gli ideali del socialismo e dell'eguaglianza per
costruire terrore per i sudditi e privilegi castali per s; e si
era infine disarticolata quasi da sola, schiacciata dal peso d'un
fallimento economico e politico che non ha precedenti paragonabili
nella storia del mondo. .
Perfino Bisanzio cadde con pi drammaticit. Ma qui, a disfare
questo secondo impero d'Oriente non sono stati necessari n la
cavalleria turca n gli arcieri del Sultano: si  sfatto da s,
con un'impressionante rapidit, come un gigantesco dinosauro le
cui fibre nervose si siano improvvisamente paralizzate producendo
il collasso e la fine. .
Collasso d'un gigante decrepito: null'altro che questa pu essere
la definizione dell'evento storico cui abbiamo assistito; e ci
spiega anche la mancanza di reazioni apprezzabili, di sussulti
traumatici e d'una qualche drammatica grandezza da parte della
morente nomenklatura [insieme dei dirigenti politici e
amministrativi dell'Unione Sovietica] del partito e del potere
sovietico. Il golpe d'agosto ne fu la prova pi evidente, con i
capi dell'Armata, del Kgb [Komitet Gosudarstvennoi Bezopasnosti,
Comitato per la sicurezza dello stato, polizia politica sovietica
con compiti di spionaggio] e del partito messi in scacco da poche
migliaia di giovanotti nella piazza del Maneggio di Mosca. Il
dinosauro era gi morto, il suo piccolo cervello era gi
necrotizzato. Il golpe d'agosto non fu che l'ultimo tremito di
quel corpo ormai senza vita.
Su questo disastro epocale si erge la figura di Mikhail Sergeevic
Gorbacv. .
Ergersi  un verbo assai impegnativo. Lo si pu usare soltanto per
i protagonisti, non per le comparse. Da qui la domanda: Mikhail
Sergeevic  stato un protagonista? .
E' lui che ha dato un giro in pi alla ruota della storia oppure
ne  stato semplicemente trascinato? La discussione su questo
punto  appena cominciata e sar materia per gli storici di
domani, ma qualche cosa pu esser detta fin d'ora. [...]
Il suo primo atto politico di rilievo - una volta eletto capo del
partito - fu quello di liberare Sacharov [il fisico Andrej
Dmitrevic Sacharov, promotore di un comitato per i diritti civili
e critico verso l'invasione dell'Afghanistan, inviato al confino
ai tempi di Leonid Il'ic Breznev] dal domicilio coatto di Gorkij e
richiamarlo a Mosca. Contemporaneamente inaugur la glasnost,
cio la trasparenza, la libert di stampa, di parola e di critica.
.
Il dinosauro rimase tramortito da questa dose di veleno, ma la
nomenklatura non si rese conto che si trattava d'una dose mortale.
Oppure - se se ne rese conto - non pot opporsi alla
somministrazione, visto che il medico che la stava legalmente
assassinando era il suo segretario generale, il suo capo
indiscusso. C'era d'altra parte in tutti, anche nei dirigenti pi
retrivi, un'ansia, quasi una moda di modernismo. Tutti pensavano
[...] che la glasnost avrebbe rivitalizzato il partito e le
istituzioni senza insidiarne il potere reale. Lo pensava anche
Gorbacv? .
Io non credo che lo pensasse.
Se Gorbacv avesse voluto semplicemente svegliare dal letargo la
nomenklatura e riaprire una dialettica all'interno del Pcus, non
avrebbe avuto alcun bisogno della glasnost. Gli sarebbe bastato
comportarsi come un monarca assoluto all'epoca dell'Illuminismo,
come Federico il Grande o Maria Teresa o Giuseppe d'Asburgo, o la
stessa Caterina la Grande o, infine, come lo zar Alessandro. Gli
esempi d'un riformismo imposto dall'alto, con atto unilaterale
d'un despota illuminato, non mancavano e Mikhail Sergeevic avrebbe
facilmente potuto utilizzarli. [...].
Ma Gorbacv non volle seguire quella strada. Tra riformismo
dall'alto e democrazia, scelse la seconda con tutti i rischi che
comportava. .
Perch lo fece? Per ora, a questa domanda non si pu rispondere in
altro modo che con supposizioni. Probabilmente aveva capito che in
fondo ad ogni processo di riformismo dall'alto c' sempre una
piazza Tienanmen [piazza di Pechino nella quale, nella primavera
del 1989, il governo cinese attu una violenta repressione della
protesta studentesca provocando centinaia di vittime] a meno di
non voler prolungare l'esperimento per un tempo indefinito,
procedendo con passo di lumaca. .
E poi,  probabile che Gorbacv ritenesse la nomenklatura
dinosaura pi viva e combattiva di quanto in realt non fosse,
capace dunque di qualche terribile colpo di coda che avrebbe
distrutto lui e la sua perestrojka [termine russo indicante la
ristrutturazione dell'intero sistema economico e politico
sovietico operata da Gorbacv]. .
Il solo mezzo per impedire questa eventuale reversibilit era di
restituire al popolo il diritto di parola, far sorgere dal nulla
un'opinione pubblica, imprigionare il dinosauro in una rete
immensa di parole, discorsi, comizi, giornali, televisioni; una
rete non governata n governabile da nessuno, nelle cui maglie la
bestia tramortita sarebbe rimasta imprigionata e alla fine uccisa.
.
Questo  stato Gorbacv. Qualcuno ha scritto in questi giorni che
stava con un piede nel vecchio mondo e un altro nel nuovo. Che
sciocchezza. Il vecchio mondo era certo decrepito e prima o poi
sarebbe comunque crollato; ma  lui che ne ha deciso i tempi e i
modi. Quest'uomo, uscito dalle scuole del marxismo-leninismo e del
Komsomol [Kommunisticeskij Sojuz Molodezei, Unione comunista della
giovent], aveva capito che la sovrastruttura  pi importante
della struttura e si  regolato di conseguenza.
Aveva messo nel conto che la glasnost, oltre a distruggere la
nomenklatura e l'impero che essa teneva insieme, avrebbe distrutto
anche lui? Probabilmente no. Gli uomini impegnati in qualche
grande progetto non possono immaginarsi un futuro senza di loro.
Sarebbe disumano se riuscissero anche a fare questo. .
Infatti gli ultimi mesi di Gorbacv sono stati patetici, brutti da
vedere, sicuramente tremendi per lui da vivere. Si  riscattato
l'altro ieri con un commiato pieno di decoro e di dignit. Adesso
 uscito di scena. Riusciranno i suoi successori a portare avanti
il processo da lui iniziato?.
